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Artribune Fondazione Bevilacqua

Trasmutazione

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Trasmutazione
Gallery:
Trasmutazione
ARTISTA
Nome: Lidia Bianchi
Nome d'arte: Lidia Bianchi
OPERA
Anno: 2017
Materiali: Carta, legno, vetro, sughero, sabbia.
Tecnica: Scultura e fotografia.
Base: 150
Altezza: 18
Profondità: 4
Peso: 4
Prezzo: 0.00 €
Descrizione:

L’ opera Trasmutazione nasce dal bisogno di prendere le misure del trascorrere del tempo interiore, che è specchio e, allo stesso tempo, interprete e deviatore di quello esteriore. Il rendere visibile lo scorrere del tempo interiore, tramite una sorta di semplice e personale rituale scultoreo-fotografico, si rivela essere un medium di sintesi per sentirsi più vicino al senso comune del tempo stesso, ed immergersi in un sentito panteistico, unificatore di tut-te le cose del mondo, perchè fatte della stessa sostanza, grano dopo grano. Il tutto avviene attraverso l’identificazione con l’impassibile immobilità di una pietra sa-lina. La pietra è iconograficamente riconducibile all’immagine archetipica della pietra angolare, e a tutti i miti che da essa derivano. La scelta del sale è giustificata dalla sua connessione simbolica con la conservazione e il rinnovamento della vita. In esso si nascondono tutte le storie del mondo: il passaggio del suo tempo interiore, come minerale, quello del paesaggio intorno, a cui appartiene, e quel-lo delle tradizioni umane ad esso legate. L’ opera visiva che ne risulta è una serie composta da 11 fotografie, riducibili sinteticamente e simbolicamente a 5, che ritraggono il consumarsi, oppure il crearsi, di una pietra. Esse sono accompagnate da altrettante boccette di vetro, contenenti la materia mancante all’immagine, in polvere. La semplicità del processo performativo scultoreo-fotografico si rispecchia nell’estrema leggibilità della serialità dell’opera, che sintetizza, tramite l’immagine e la sua materia, l’esperienza umana del trascorrere del tempo esteriore su quello interiore. La totalità dell’ opera assume le sembianze di una trasmutazione alchemica, di natura ontologica, dalla virtualità dell’immagine alla corporeità della sua stessa materia fenomenica.


Note:

L'opera è composta da una serie di 11 fotografie disposte orizzontalmente, riducibili sinte-ticamente a 5, ciascuna di 18x22 cm. Tra un'immagine e l'altra vi è uno spazio di 10 cm. In ogni spazio vi è una piccola boccetta di vetro contenente della sabbia.