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Artribune Fondazione Bevilacqua

Story "Triste, non vola più"

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Story
ARTISTA
Nome: vincenzo mascoli
Nome d'arte: mascoli vincenzo
OPERA
Anno: 2017
Materiali: Tecnica mista su tavola
Tecnica: mista su tavola
Base: 100
Altezza: 120
Profondità: 4
Peso: 15
Prezzo: 2500.00 €
Descrizione:

Flusso di incoscienza. Lo schema lo si individua facilmente. Davanti, una figura in dimensioni maggiorate, dipinta realisticamente anche quando per cenni essenziali, il più delle volte lasciando che la sua trasparenza riveli un flusso sottostante che non interrompe, limitandosi a sovrapporsi su di esso come una vetrofania. Dietro, appunto, un grande flusso, costituito da immagini e scritte ricavate da ritagli di giornali che vengono assemblate a collage, dalla provenienza più variegata, ma attingendo prevalentemente a quel repertorio del trash che una volta era proprio della cosidetta “stampa popolare”, e che oggi, invece, accomuna carta stampata, televisione e internet senza soluzione di continuità, dandosi il tutto, opportunamente amalgamato grazie anche all'impiego di libere pennellate in funzione di raccordo, come un insieme di relitti galleggianti visti a volo d'uccello, sospesi nell'acqua di porto più stagnante e sudicia che ci possa essere. Non c'é dubbio, Vincenzo Mascoli mira allo standard, a fare in modo, cioé, che lo schema di rappresentazione adottato venga identificato come propria cifra stilistica, seguendo in ciò la tendenza più comune all'arte maggiormente à la page del secondo Novecento, a cui l'artista pugliese ha certamente guardato (la Pop Art, naturalmente, come é stato già notato, ma forse ancora di più, nell'ottica della poetica bricolière, il Nouveau Réalisme, in ripresa e aggiornamento degli assemblages dadaisti). Non credo, però, che il ricorso al facilmente individuabile, che pure finisce per funzionare come un marchio di fabbrica, risponda in Mascoli alla stessa sollecitazione che divenne dominante nell'arte novecentesca da lui presa a riferimento, ovvero dall'esigenza di convertire la ricerca alle richieste del mercato, esaurendola di fatto. E' che in Mascoli lo standard é l'archetipo di una condizione più generale, già preannunciata dalla Pop Art e dal Nouveau Réalisme, ma diventata tipica, nel parossistico dilagare della comunicazione mediatica, della nostra epoca, per cui nulla può più darsi al di fuori di esso. Non c'é più la purezza di spirito e di espressione, vecchio mito romantico per cui si é creduto di potere ancora contemplare, negli uomini, la presenza di un genio primitivo, non esiste più l'originalità, e se anche ci fosse, probabilmente non servirebbe a nulla. Tutto, nel mondo attuale, é stato già detto e visto, tutto é preconfenzionato, ma viene ripetuto ugualmente, deve continuare a mostrarsi come in uno spettacolo infinito, una grande narrazione senza un costrutto che sia alternativo all'automatismo per cui si manifesta, un parler pour parler, voyer pour voyer in cui vero e falso, importante e inutile, nobile e volgare, intelligente e idiota si confondono disinvoltamente nelle sabbie mobili di una stessa melassa omegeneizzante. E non si tratta più, come era ancora ai tempi di Warhol e Restany, di uno spettacolo a cui si assiste passivamente, perfino con senso di soggezione, davanti all'onnipotenza del Big Brother orwelliano che traspariva da un logo di successo riprodotto da un cartellone pubblicitario o da uno schermo televisivo, ma di un sistema globale in cui ciascuno può disporre dei mezzi, diventati alla portata di tutti, in grado di rendere ogni spettatore anche un elaboratore autonomo di spettacolo che viene immesso nello sbocco universale del grande flusso, democraticamente partecipando all'affermazione della sua tirannia assoluta. Cosa siamo diventati, rispetto al grande flusso oggi dilagante? E' questa, credo, la domanda di fondo che si pone Mascoli e su cui ci invita a riflettere, riconoscendo all'arte, la sua arte, una prerogativa speciale, la capacità di bloccare ciò che di per sé tenderebbe a essere un panta rei in continuo movimento e a lasciare segni sempre più labili nella nostra coscienza, individuale e collettiva. Siamo davvero delle trasparenze, fagocitati da un'entità troppo più grande di noi, informazioni confuse ad altre informazioni, parvenze fra parvenze che non riconoscono più precise distinzioni fra reale e virtuale, minando alla base il senso stesso della nostra individualità? Possiamo ancora riconoscerci una memoria, davanti a questa grande memoria dell'incerto e dell'instabile che vuole disgregare tutte le altre? Ed é, questo, uno stato esistenziale che deve angosciarci, imponendoci una presa di posizione inevitabilmente critica nei confronti del fattore degenerante, come le opere di Mascoli potrebbero sembrare suggerire, oppure, allo stesso modo, un dolce naufragare che può preludere a una condizione ancora più allettante, un eterno presente in cui si verifichi la sostanziale dissociazione dall'ordine delle cose terrene, con tutti gli annessi e connessi del caso? A Mascoli, e a noi, l'ardua sentenza. Testo critico Vittorio Sgarbi STREAM OF UNCONSCIOUSNESS The scheme is easily identified. In front of, there is a figure with increased dimensions, which is realistically painted even when it deals with essential gestures, letting most of the times that its transparency reveals an interrupted stream below, which limits to superimpose the figure like a transparent epiphany. On the background, as I have just said, there is a big stream, made of images and writings obtained from pieces of newspapers and assembled by collage, whose origins is very variegated, but mostly coming from the trash repertoire which used to belong to the “popular press” and now is part of press, television and internet without a solution of continuity. This stream shaped into collage gives all itself and it is at the right time mixed thanks to free brush strokes working like connection, as if they were an ensamble of floating wrecks, seing by a flying bird, suspended on the most stagnant and messy port water. There is no doubt that Vincenzo Mascoli is aiming at the standard in order to let the adopted scheme be identified like his own stylistic code, following the most common trend of art mostly à la page of the second part of the 20th century, at which the artist from Puglia surely gazed (the Pop Art, of course, as it had been already noticed, but maybe more in the viewpoint of the poetics bricolière, the Nouveau Réalisme, in a revival of the Dada assemblages). Yet, I do not believe that ricurring to an easy identification, which ends up to function like trademark, finds in Mascoli the same incentive which became dominant in the 20th century-art source of inspiration for him. This incentive was the necessity of converting the research into the market demand, consuming the art de facto. In Mascoli the standard is the archetype of a more general condition, already announced by the Pop Art and Nouveau Réalisme, but become a trend in the exasperated sweeping of the media communication of our age, wherein nothing can give something outside itself. There is no more purity of spirit and expression, old romantic myth according to which it was still believed to be able of contemplating in the human nature the primordial genius; there is no more originality- and if it there was one- it would be probably useless. In the current world, everything has been already said or seen, everything is prepackaged, but it is repeated anyway, it must continue to show up in a no-stop performance, a big narration without a construct which is different to the automatism according to whihc it shows up, a parler pour parler, voyer pour voyer wherein true and false, important and useless, noble and vulgar, intelligen and idiot are mixed up in a casual way in the shifting sands of the same homogeneous molasses. And it does anymore deal with- like during the time of Warhol and Restany- a performance which is passively watched, or even with a sense of subjection, in front of the omnipotence of Orwell’s Big Brother appearing from a successful logo reproduced by advertisement or by television. Instead, it deals with a global system wherein everyone can have means, available for all. This system is able to make each spectator also an indipendent processor of a show which is input into the uniersal merge of the big stream, participating democratically to the claim of its absolute tyranny. What have we become, considering the big stream currently widespread? I believe this is the question Vincenzo Mascoli asks to himself and around which he invites us to think about, recognizing in the art, in his art, a special prerogative: the capacity of locking up what would tend per sé to be a panta rei in a continuous movement and to leave signs always more evanescent in our consciousness, both single and collective. Are we really some transparencies, absorbed by an entity far bigger than us, information mixed with other information, traces among traces which do not recognize anymore precise distinctions between real and virtual, undermining at the basis the own meaning of our individuality? Can we recognize ourselves as a memory, in front of this big memory of the uncertain and the unstable which want to crumble all the other ones? Is this a status which must distress us, imposing an inevitable critical standpoint towards the degenerating factor, as Mascoli’s works seem to suggest, or, in the same way, a sweet sinking which can prelude a more tempting condition: an endless present wherein it happens the substantial dissociation from the order of material belongings, with their annexed and connected? The grueling verdict is up to Vincenzo Mascoli and to all of us. Testo critico Vittorio Sgarbi


Note: VINCENZO MASCOLI nasce a Corato (BA) nel 1982 dove risiede e lavora. Dopo l’istituto d’Arte si laurea in Scenografia con 110 e lode all'Accademia di Belle Arti di Bari con doppia specializzazione in scenografia/pittura con 110 e lode. Tra le varie mostre personali e collettive si ricordano: National Accademy, New York, "La strada con la valigia" (2008), Triennale CRT Teatro dell'Arte, Milano (2008), Galleria Teatro Curci, "Biennale di Arte Contemporanea De Nittis", Barletta (2009), Galleria Belle Arti, "L'Arte in Viaggio", Barcellona (2010), Ateneo- Salone degli Affreschi, "Identità", Bari (2011), Pinacoteca Albatros, "Il viaggio", Mosca (2011) Ex Chiesa San Francesco, "Sequenze visive", Como (2011), Public Jubilee, "I volti della notte", Corato (BA) - Berlino - Londra - Amsterdam - Miami - New York - Milano (in progress 2012), "Profondamente_Superficiale" evento collaterale: "Andy Warhol. I want to be a machine" Castello Aragonese Otranto (2012) " Framment_Azione" Laterza Ta Palazzo Marchesale (2012) “Sequenze di Racconto” 83 Pitti Uomo Immagine Firenze (2013), “Gutai” San Francisco Art Istitute (2013) , “Metafisa a Sud” evento collaterale a De Chirico castello Aragonese Otranto ( 2013). Ètuttoungioco pinacoteca Civica Miani Perotti Cassano ( 2013) Artèpop galleria La Bottega dell’arte Ostuni (2014),“At Full Blast!” Acquaviva Bari (2014) Aniconica Galleria Babylon Roma (2014). “Stone”Masseria Torre di Nebbia (2014), “Artisti in Luce” Nuovo Padiglione Fiera del levante Bari, FacesContemporary Museo Storico MoscaV Edizione del Festival dell'Arte Italiana Suggestione di Puglia a Mosca ( 2014) + x il nepal Teatro margherita Bari ,Fable Miami galleria Opera d’arte(2015), Anima|le Arte Fiera Padova (2015).Come Moscarda in Maschera Comune di Putignano evento collaterale Carnevale di Putignano (2016), Bipersonale cSpaceOf Humanity a cura di Avangart Testi critici di Vittorio Sgarbi Locorotondo Chiesa San Nicola 2017. Concorsi: vince il Primo premio nazionale “Illustrare Manzoni” Fondazione CASM Chieti(2008), vince due volte il primo premio “Il Pendio” Mostra D’Arte riservata ai Giovani Pittori del mezzogiorno D’Italia (2006-2008), vince la borsa di studio in pittura e scultura “Franco Zeffirelli Schoolarship in the Arts award for 2008” a New York City, U.S.A. Vince il Primo Premio Nazionale al Galàdellapolitica - Roma sezione Spot elettorali “Una rivoluzione Meridionale” 2011,vince un targa per il Premio d’Arte Internazionale Porticato Gaetano, Gaeta (2010), vince nella sezione Arti Visive il “Ricrea Festival” Bari 2012, Scenografo per EuterpeCompetittion Internatinal concorso internazione di musica Teatro Comunale Corato 2013 in progress, selezionato e vincitore come scenografo all'interno della rassegna "Salviamo i Talenti" - premio Attilio Corsini- presso il teatro Vittoria di Roma con le scene per lo Spettacolo Riccardo e Lucia regia di Claudia Lerro (2014),Sala della regina Palazzo Montecitorio Roma e selezionato al Festival “in Scena a NY” (2016) scenografo candidato ai Nastri d’Argento e altri concorsi per il Corto “Bella di Papà” regia di Enzo Piglionica (2014), Master Class all’Istituto d’Arte Surikov di Mosca (2014),Scenografo/Direttore di scena per il Festival della Arti Russe Mosca (2015), Scenografo per lo spettacolo teatrale Pinuccio chiama nei diversi teatri d’Italia (2016), Scenografo per il Milano ArtBallet con Cenerentola 2.0 nei diversi Teatri d’Italia 2017/18. Lavora come Direttore di scena presso il teatro Comunale di Corato dal 2012 e come scenografo-costumista e realizzatore presso teatri e produzioni teatrali. Vincenzo Mascoli was born in 1982 in Corato (BA), where he lives and works. He graduates in Stage designing taking the mark 110 with summa cum laude at the Fine Arts Academy of Bari. We remember his personal and collective exhibitions: National Academy, New York, “La strada con la valigia” (2008); Triennale CRT Teatro dell’Arte, Milan (2008); Teatro Curci Gallery, “Biennale di Arte Contemporanea De Nittis", Barletta (2009); Belle Arti Gallery, "L'Arte in Viaggio", Barcelona (2010); Ateneo- Salone degli Affreschi, "Identità", Bari (2011); Picture gallery Albatros, "Il viaggio", Moscow (2011); EmmaInfante Gallery , "Lirica materia", Turin (2011); Ex San Francesco church, "Sequenze visive", Como (2011); Public Jubilee, "I volti della notte", Corato (BA) - Berlin - London - Amsterdam - Miami - New York - Milan (in progress 2012), "A DEEPLY SUPERFICIAL PERSON " event collateral : "Andy Warhol. I want to be a machine" Castello Aragonese Otranto (2012) " Framment-action " Laterza Ta Palazzo Marchesale (2012) "Sequences Story" 83 Pitti Uomo Immagine Florence (2013), “Metafisa a Sud” evento collaterale a De Chirico castello Aragonese Otranto ( 2013). Ètuttoungioco pinacoteca Civica Miani Perotti Cassano ( 2013) Contests: he won the first national award “Illustrare Manzoni”, CASM Foundation of Chieti (2008); he won twice the first award “Il Pendio”, art exhibition for Young Painters of southern Italy (2006-2008); he also won the education grant in painting and sculpture “Franco Zeffirelli Scholarship in the Arts award for 2008” in New York City, USA. He received the first national award of Galàdellapolitica –Rome, electoral spots section for “Una rivoluzione meriodionale” 2011 and he also finally received a plate for the first international award Porticato Gaetano, Gaeta (2010). He works as stage and costume designer and executor in theatres and for theatre productions.