• HOME
  • CHI SIAMO
  • BANDO
  • GIURIA
  • CLASSIFICA WEB
  • EVENTI
  • PRESS
  • EX EDIZIONI
    • II EDIZIONE
    • I EDIZIONE
  • CONTATTI
Optima Italia
SmartUp
Artribune Fondazione Bevilacqua

Corpi di vite

0
voti
Corpi di vite
Gallery:
Corpi di vite
ARTISTA
Nome: Luca Pirozzi
Nome d'arte: Luca Pirozzi
OPERA
Anno: 2016
Materiali: Cemento, terracotta, carbone
Tecnica: calchi in gomma siliconica di una vite sezionata
Base: 350
Altezza: 10
Profondità: 100
Peso: 15
Prezzo: 3000.00 €
Descrizione:

Corpi di vite Taglio, Ripetizione, Carbonizzazione. Immagino il processo creativo della mia esperienza in scultura suddiviso in queste tre componenti, considerate caratteristiche di continuo cambiamento che agiscono una di seguito all’altra. Scaturito dopo periodi di lavoro assiduo, dove la ripetizione aveva preso il sopravvento sull’azione, il cambiamento è stato necessario, rompere in modo violento il fare quotidiano. Aggredire la materia con il taglio è rompere un processo che viene ripetuto. Il gesto è il primo approccio alla materia in un’opera. L’artista elabora nella propria mente l’idea da riportare nella realtà, poi tramite l’azione diretta sulla materia mette in pratica il pensiero. Nel corso degli ultimi due anni ho manipolato la materia sempre in modo controllato, usando elementi naturali come i semi, la paglia, l’argilla e il marmo. Il mio obiettivo era cercare la stabilità attraverso la forma ripetuta perlopiù mediante calco. Ho seguitato in questa operazione ed avrei potuto lavorarci all’infinito, ma ho ritenuto di dare una svolta al corso della mia opera sperimentando l’azione per interrompere la ripetizione. Nelle opere seguenti è presente il riferimento al sezionamento, al taglio. Il lavoro su un busto di vite morto trovato a terra orizzontalmente è iniziato con un taglio che ha diviso il busto in tre parti simboleggianti le tre fasi della vita e l’obiettivo era quello, attraverso i calchi di quei pezzi, di offrire più vite alla pianta. Il passo successivo, segnato da un altro gesto, quello della carbonizzazione, che ha trasformato il legno in una materia ormai bloccata, resistentissima ma non più manipolabile è stato quello definitivo. La carbonizzazione della vite ha rotto definitivamente il ciclo delle mutazioni e la ripetitività dei gesti. Il lavoro termina usando ciò che resta dal resto di un busto di vite morto. La carbonizzazione sta a significare la morte del lavoro, la fine dell’opera, ma anche la vivificazione della materia che si fortifica con il fuoco, perché il legno se bruciato in superficie con un particolare procedimento, la carbonizzazione appunto, diventa più duraturo e meno vulnerabile. Il fuoco non danneggia ma preserva.