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Artribune Fondazione Bevilacqua

Buco d'acqua

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Buco d'acqua
Gallery:
Buco d'acqua
ARTISTA
Nome: GIULIANA STORINO
Nome d'arte: Giuliana
OPERA
Anno: 2016
Materiali: Terra acqua, carta, legno, ferro, stagno.
Tecnica: Terreno sedimentato su carta
Base: 153
Altezza: 90
Profondità: 126
Peso: 25
Prezzo: 0.00 €
Descrizione: STATEMENT L’acqua e la terra, i fondamenti primari di riflessione, nascono dalla ricerca di un valore essenziale di creare con poco. La mia è una ricerca sperimentale che si muove intorno a linguaggi multipli e contaminazioni che spaziano dal disegno alla pittura, alla scultura, al video alla fotografia. Attivo fisicamente la materia, mediante reiterati e lenti procedimenti di azione e sottrazione, di forze volte a captare bagliori di energia, e tese a indagare sottili equilibri precari. Costante è l’attenzione alla questione del tempo. La scelta di lavorare con il terreno, l’effimero, che setaccio in polvere suo residuo, nasce dall’indagine sul tempo, che passa e si manifesta a primo stadio con l’atmosfera. Il pulviscolo atmosferico che secondo Leonardo da Vinci, rendeva le visioni reali sfumate e mobili alla vista. CONTENUTI DELL’OPERA L’opera che presento costituisce un tentativo materiale di concretizzare un paradosso. É pensata e costruita secondo il principio di semplificazione modulare, che impiega il singolo frammento come unità base costitutiva e autonoma. Ogni frammento di carta è ottenuto mediante nebulose d’acqua, terreno sedimentato e sfere di stagno, risultato di un processo manipolativo-performativo. La cornice non ha scopi ornamentali ma strutturali; è l’ossatura dell’opera che pur nella sua piena oggettualità, nell’insieme evoca la leggerezza di un foglio di carta appena mosso dal vento. Buco d’acqua, dall’espressione idiomatica «fare un buco nell’acqua»; un modo di dire impiegato per indicare un tentativo inutile, un’azione fallimentare. A incuriosirmi è proprio il paradosso, l’aspetto concreto di questa operazione, per sua natura ambigua e impossibile da eseguire. Attraverso l’esperienza fisica del fare e rifare un buco nell’acqua, volgo il significato di questa espressione in un’azione dove la pittura genera una scultura. La memoria profonda dell’acqua, mediante l’impiego della terra, riporta in superficie il disegno, eco dello spazio nel tempo. Il buco, non oltrepassa il supporto ma è ottenuto per contatto diretto del getto dell’acqua sul terreno, senza filtri, e mediante il totale controllo del mio corpo sulla materia. Se da una parte il buco è una metafora dell’idea di non luogo, dall’altra è il paradosso che include la domanda, il dubbio e l’ironia che l’opera d’arte stessa porta con se. In tal senso l’opera è il dispositivo di conoscenza ed esplorazione di nuove connessioni spaziali e relazionali, fra l’oggetto e ciò che lo circonda.