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Archivio UltraNatura

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Archivio UltraNatura
ARTISTA
Nome: Massimiliano Amati
Nome d'arte: Re delle Aringhe
OPERA
Anno: 2017
Materiali: carta, legno, metallo.
Tecnica: acquaforte
Base: 180
Altezza: 20
Profondità: 10
Peso: 2
Prezzo: 2500.00 €
Descrizione:

ARCHIVIO ULTRANATURA L'archivio di UltraNatura è parte di un progetto omonimo più ampio, prodotto dalla Galleria 291 Est Inc di Roma, che comprende centoventi matrici di rame diverse di 6x6 cm incise ad acquaforte e stampate su fogli di 13x18 cm. Tutte sono riordinate nella sequenza tassonomica di un archivio di legno, diviso in dieci famiglie, ciascuna composta da dodici figurazioni. Il contenuto calcografico dell'archivio, grazie alle matrici originarie può essere replicato e riprodotto costantemente per consentire nel tempo la fruizione visiva e tattile di ogni elemento. La forma dell'archivio induce a toccare, osservare e consultare le stampe per costruire mentalmente e fisicamente le proprie associazioni, senza mediazioni, consentendo un rapporto corporeo e attivo con l'opera. L'ordine tassonomico raccoglie e semplifica la complessità dei centoventi temi di Ultranatura. L'UltraNatura è un “mondo” non più di figure umane o animali, ma tratte appunto da una dimensione cosmica, in cui all’immanenza del gesto si lega l’evoluzione dell’idea. Concettualmente la natura rappresenta un dato autobiografico trasfigurato: qui è stata interiorizzata, fagocitata e poi tramutata in segno, rappresentando una forma di catarsi attraverso l’arte. L’amore per la natura, coltivata fin dall’infanzia, da adulto non ripropone la stigmatizzazione dei diversi regni, andando oltre i limiti, gli ambiti e le definizioni. Basti pensare a come da secoli la sezione aurea, ideale di bellezza e di armonia da ricercare e ricreare nell’ambiente antropico, abbia suscitato l’ipotesi dell’esistenza di un rapporto concatenante tra microcosmo e macrocosmo, tra la natura e l’universo. Questo rapporto tra il tutto e la parte, tra la parte più grande e quella più piccola, che si ripete all’infinito attraverso infinite suddivisioni, si sottende concettualmente ad UltraNatura. Solo agendo sul piccolo si può raggiungere la padronanza del tutto: dalla grandezza ergonomica si passa ad nuova visione, rivelata dalla minuziosa e microscopica osservazione del lavoro di incisione, che permette di indugiare oltre il limite - presunto - con segni infiniti. L'osservazione del mondo naturale e della sua complessità è restituita attraverso la tecnica dell'acquaforte in centoventi figurazioni differenti. L'approccio di ricerca tende ad abbattere la tradizionale divisione dei regni organici e inorganici e la dicotomia naturale/artificiale, producendo figurazioni che sintetizzano gli elementi significativi di animali, piante, minerali ed architetture in nuovi modelli sincretici: un nuovo codice di figure ultranaturali che scaturiscono l'una dall'altra o si distruggono l'una nell'altra. Questa cosmogonia complessa è stata riordinata in dieci famiglie differenti contenenti forme dai caratteri comuni. Ad ogni famiglia è stato attribuito un nome che esprime l' osservazione di una duplice realtà, oggettiva e soggettiva: l'analisi di un certo fenomeno naturale, che si tramuta in una specifica azione compositiva del segno e la restituzione del vissuto emozionale dell'autore stesso: 1 Irraggiamento da un centro, in cui sono contenute figurazioni radiali che simbolizzano la ricerca di un nuovo centro di energia; 2 Autosomiglianza, dove le immagini frattali replicano un modulo di partenza producendo delle forme "clonate"; 3 Corruzioni platoniche, in cui allo studio dei solidi platonici rinascimentali sono associate operazioni compositive e pattern che tendono ad inquinare il loro fascino ideale; 4 Momentaneo arresto di forze, ispirata agli schizzi e ai modelli dell'artista Hermann Finsterlin, ripropone architetture dinamiche cristallizzate; 5 Imo-pressioni, dove l'osservazione di fenomeni geologici e tellurici veicola il tema delle pressioni esercitate dal punto più basso (imo) e profondo del nostro vissuto emotivo; 6 Erotture, che esprime una duplice azione: rompere ed erompere, quindi figure spaccate che dopo il trauma della rottura liberano dall'interno nuove tensioni e nuovi flussi di segni; 7 Gemmazione di finestre, in cui figure simili ad architetture e coralli, aprono e chiudono dei varchi offrendo nuovi punti di vista ai loro abitanti immaginari; 8 Sezioni di frequenze, una famiglia ispirata al mondo dei minerali e dei cristalli, dove involucri duri rivelano attraverso la sezione un interno dinamico esercitato dalla vibrazione luminosa dei pattern; 9 Risonanze, dove il rapporto armonico tra pieno e vuoto, pausa e azione è espresso da forme che ricordano le spugne o le strutture degli strumenti a corda; 10 Radicate nel moto, composta da forme mobili in cerca di radici.


Galleria di riferimento: Galleria 291 Est Inc, Roma.