PREMIO ARTE CONTEMPORANEA - UNDER 40
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DIRTY PEARLS

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Andrea Abbatangelo

“Tutto in uno” ora so cos’è. “Dirty Pearls” rappresenta la mappa di un tragitto antropologico, biografico e cristallizzato: pensiero e corpo, oggettivo e soggettivo, zoomorfo e antropomorfo, senso e non-senso. Un flusso ininterrotto dove gli ossimori e le coppie polari coesistono e si alternano come in una coreografia; un equilibrio tra forze centrifughe e centripete. “Tutto in uno” è assoluto ma, al tempo stesso, particolare e biografico: strettamente personale ed omnicomprensivo.

L’immagine allegata rappresenta il progetto di una nuova scultura“Dirty Pearls”, che sto producendo per questo concorso. Il tema mi ha stimolato subito una riflessione, anche se inizialmente “tutto in uno” sembrava essere un esercizio mentale difficile. Ho tentato quindi di interpretare il soggetto invece di analizzarlo. “Tutto in uno” ora so cos’è. “Dirty Pearls” è la mappa di un tragitto antropologico, biografico e cristallizzato: pensiero e corpo, oggettivo e soggettivo, zoomorfo e antropomorfo, senso e non-senso. Un flusso ininterrotto dove gli ossimori e le coppie polari coesistono e si alternano come in una coreografia; un equilibrio tra forze centrifughe e centripete. “Tutto in uno” è assoluto ma, al tempo stesso, particolare e biografico: strettamente personale ed omnicomprensivo. Ora provo a raccontarvi cos’ è “Tutto in uno” per me: è uscire dallo studio per prendere della nuova trementina ed incontrare il vicino che è pronto per andare al lavoro nel ristorante di Marylebone ( e già per questo provare una stima infinita per la sua pazienza) e ricordarsi che la ragazza australiana della porta accanto ti ha invitato ad una lezione di yoga a cui non andrai mai perche nel frattempo sei su Instagram e guardi foto di amici che in mezzo alle foreste incontrano cervi e mentre stai filtrando la gommalacca sei su Skype a parlare con un amico e ti rendi conto che siete finiti a parlare di unicorni ma è già ora di andare a cena da alcuni collezionisti, ovviamente casa vittoriana! E si parla di Damien Hirst e di quello squaletto in quella galleria del centro, poi i racconti arrivano fino a Il Cairo e al viaggio tra le Piramidi all’alba, qualche ora dopo la festa di vernissage di una mostra, quindi si parla di amore, i pensieri scorrono e si accavallano. Infine ti rendi conto cio che chiamiamo vita è un unicum delicato; uno spaventoso mostro delicato. “Dirty Pearls”, 2015, scultura in legno, olio e pigmenti 80 x 60 cm ca montata in una teca in ferro, legno e plexiglass, 100 x 100 cm

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