PREMIO ARTE CONTEMPORANEA - UNDER 40
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COME QUANDO PER ERRORE SALTO UN GRADINO

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AFTERALL

Info tecniche: L'immagine proposta è una prova di come abbiamo pensato l'allestimento, in relazione alle distanze e al posizionamento delle foto. L'installazione sarà composta da un trittico fotografico, ciascuna fotografia avrà la sua cornice. L'opera è inedita. Didascalia: titolo: Come quando per errore salto un gradino autore: AFTERALL tecnica: trittico fotografico dimensioni: prima foto75x50 cm, seconda e terza 55x37cm (ingombro massimo 150x150cm) materiali: stampa su carta cotone Hahnemuhle, pigmenti Lucia Ex

Il lavoro Come quando per errore salto un gradino è parte del progetto che nasce da un tentativo di anamnesi visuale dello spazio, dall'entrare in contatto con la materia, prima che di essa si formi il concetto. Il luogo dell'indagine è stata la sede dell'azienda italiana “A Glass Brand”, che ci ha invitato a stabilirci per alcuni mesi in residenza in Messico ad operare negli ingranaggi della macchina dell'impresa, attraverso un ripensamento di uno spazio di circa 500 metri quadrati da noi percorso utilizzando un decanter. Il primo oggetto di interesse incontrato è questo particolare contenitore simile ad un'ampolla in cristallo trasparente, dedito alla decantazione del vino. E' stato facile ripensarlo come un filtro per un'osservazione optica dello spazio, ma anche in maniera figurata, come luogo del sedimentare. Il decanter è stato utilizzato come lente durante l’azione del passeggiare: il percorso è un luogo e, camminandovi, sembra ri-edificarsi. L’atto stesso di avanzare indagando, guardando attraverso un filtro come un decanter, ci predispone ad osservare attraverso prospettive altrimenti ignote, seguendo le tracce segnate da un riflesso o una rifrazione: il semplice atto di osservare sarà perturbato in alcune circostanze da improvvisi cambi di direzione e lo stesso percorso o un semplice cambio di luce, ci porterà a indugiare in particolari estranei, come le nostre impronte digitali o la polvere formatasi intanto sul nostro filtro. E' questa inaspettata distrazione che ci condurrà a contemplare, per un momento, un’altra realtà vicina, che si potrebbe definire “laterale”. Si tratta di un esercizio sulle strutture del potere della visione, di brevi interruzioni di “una visione unica”, di un'idea fissa, o meglio di una possibile altra "visione unica

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