PREMIO ARTE CONTEMPORANEA - UNDER 40
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COMPIANTO/ STUDIO QUARTO PER L'ESTASI NEL PAESAGGIO

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Virginia Zanetti

Un compianto originato da un'azione estetica ed estatica in cui l'incontro con l'altro assume vari significati: la necessità dello scambio, l'abbandono all'ignoto, il fastidio della vicinanza, lo scontro con il diverso, la discesa del corpo verso la terra. L'esperienza e la sua immagine invitano non solo a porsi domande sulla nostra responsabilità rispetto alla situazione geopolitica attuale ma anche a ripercorrere il moto evolutivo delle relazioni fino agli stati primordiali. Poggiare i piedi sulla materia fuori da sé per scivolare nella profondità del nostro essere fino a quell'origine in cui tutto è Unità.

Compianto è un'immagine nata dalla performance Poggiare i piedi dentro l'anima/ Studio quarto per l'estasi nel paesaggio ideata e realizzata a Napoli in uno degli ambienti dell’ex Lanificio di Porta Capuana, a cura di Marianna Agliottone. Azione in cui ogni singola presenza è stata guidata dall'artista a sperimentare un contatto globale con ciò che le stava intorno: ognuno ha incontrato la superficie dell’altro in ascolto reciproco, abbandonandosi all’ignoto, sperimentando il fastidio della vicinanza o l’unione nello scontro, poggiando i piedi sulla materia fino a scivolare dentro l’anima. L’argilla, sostanza che rimanda alle origini della vita, emulando il processo di fossilizzazione, ha “registrato” l’azione collettiva, fissando dentro sé ciò che è stato. Questo ha permesso alle persone di trovare in mostra, nei giorni seguenti alla performance, alcune testimonianze scultoree. L’azione collettiva è stata pensata come uno sviluppo spontaneo, non controllabile nella sua durata e nella sua forma, e si è aperta a molteplici significati. Si è ripercorso col corpo il moto evolutivo della terra - dalla Pangea allo scontro delle placche tettoniche - a ritroso fino alle sue profondità, per percepirne la sua consonanza con le dinamiche delle relazioni umane, verso gli stadi primordiali della vita, che sono già contenuti nella memoria del corpo. Passando attraverso iconografie della memoria collettiva come la strage degli studenti in Kenya o i corpi senza vita sulle rive del Mediterraneo. Attraverso un transfert, inteso come trasferimento di emozioni, sia nel senso etimologico di “trasportare” l'artista ha tentato di far esperire il conflitto tra moto di espansione e quello di dissoluzione, sperimentando sia la dimensione estetica che estetica, intenzione su cui ha lavorato anche durante il workshop che ha preceduto l’azione collettiva, coinvolgendo artisti, persone comuni del territorio -tra cui uno dei soggetti dello scatto- e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. http://www.virginia-zanetti.com/?q=image/tid/134

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