PREMIO ARTE CONTEMPORANEA - UNDER 40
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UOMO

20
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Léonie Aonzo

Olio su specchio, Ø 42cm, 2015

“Mano di Dio” è l'espressione usata nella Cabala per descrivere l'aspetto immanente del divino, la sua rivelazione: l'uomo ed il mondo sono plasmati dalla Sua volontà, sono, letteralmente, nelle Sue mani. L'essere umano tende a quest'immagine ideale con un misto di reverenza ed invidia, ma quando infine la distanza diminuisce si trova di fronte al suo stesso riflesso. L'uomo si riconosce creatore, agisce sul mondo che lo circonda modificandolo come nessun altro animale è in grado di fare. E lo strumento del suo operare è proprio la mano, origine del suo potere divino. Così l'essere umano s'innamora di sé: dovunque la sua mano riesca ad arrivare, essa lascia un'impronta. Ma la vera ragione di quest'arroganza è il disperato bisogno di dimostrare la propria esistenza: accecato da paure ed illusioni di divinità, l'uomo altera sempre più il mondo intorno a sé. Invece proprio a quel mondo, suo genitore, sarebbero dovuti il rispetto ed il nome di sacro! Come può egli non rendersi conto che è la sua stessa immagine, quella che sta distorcendo? Verrà il giorno in cui l'uomo saprà non odiare se stesso né il mondo, e capire che si tratta sempre della stessa, grande unità?

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