PREMIO ARTE CONTEMPORANEA - UNDER 40
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RIMEDIAZIONI ANALOGICHE

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Donatella Lombardo

Rimediazioni Analogiche Installazione, 2015 Macchina da scrivere portatile (Valentine, Olivetti), rotolo di stoffa, stampa digitale, cucito, filo di cotone e ago 145 x 90 x 40 cm (misure comprensive di supporto)

“Rimediazioni Analogiche” trae ispirazione dalla Remediation, la teoria avanzata dagli studiosi Jay David Bolter e Richard Grusin i quali analizzano la struttura multimediale dell'era della digitalizzazione e secondo cui “il contenuto dei media digitali sono tutti gli altri media (a partire da quelli analogici)”. Un'intuizione che Marshall Mcluhan ebbe circa cinquant'anni fa, avendo compreso bene la genealogia di questo processo: “ il contenuto della scrittura è il discorso, così come la parola scritta è il contenuto della stampa e la stampa quella del telegrafo". Ad oggi la rete può considerarsi il medium che forse più di altri, ha assorbito e trasformato percettivamente le modalità e i differenti linguaggi della comunicazione (testo/ immagine/ suono) che hanno caratterizzato i media che l'hanno preceduto a favore di un'esperienza virtuale che ha origine nei dati analogici. Difatti, solitamente l’informazione non si trova già in formato digitale, ma è necessario trasformarla tramite la conversione delle sorgenti reali analogiche per mezzo della conversione analogico - digitale dei dati trasmessi.  La trasmissione digitale che prende forma nella rete, rappresenta una conquista tecnologica che ha rivoluzionato il mondo delle telecomunicazioni, velocizzando e agevolando le modalità di fruizione, accorciando progressivamente le distanze tra gli utenti e arricchendo l'esperienza sensoriale degli stessi. Tale premessa può risultare necessaria al fine di comprendere al meglio il lato semantico dell'opera realizzata attraverso una serie di azioni riassumibili in 5 step: 1) Frammentazione del codice sorgente del sito ufficiale dedicato a Marshall Mcluhan. 2) Simulazione del carattere pseudo-analogico della macchina da scrivere Olivetti con l'inserimento della sua versione digitale “rimediata” in un file di testo contenente il codice sorgente del sito citato. Ciò ha portato alla visualizzazione dei glitch error sull'interfaccia grafico del computer e grazie all'utilizzo di un programma di editing è stato possibile ricrearli nel file di testo di modo da riprodurlo in seguito sul rotolo di stoffa. 3) Stampa digitale dell'ipertesto sul tessuto. 4) Ricamo su stoffa di alcuni stralci di partiture sonore create sinteticamente per la realizzazione di composizioni sonore digitali, la cui origine si deve a dati analogici trasformati sinteticamente tramite l'utilizzo delle nuove tecnologie. Il ricamo inoltre si interseca con l'ipertesto nell'intento di indicare l'esistenza di uno spazio visivo “aperto e duttile” dove qualsiasi informazione che sia di tipo grafico, audio – visivo e/o testuale, è interconnessa allo stesso tempo con le altre. 5) Assemblamento della Valentine Olivetti con il rotolo di stoffa ad indicare metaforicamente il confluire delle tecnologie di stampa dai formati testuali alle nuove forme di ipertesto caratterizzate da una scrittura non lineare. Un processo che ha aperto di fatto le porte agli ipermedia e quindi al World Wide Web, dove un insieme di informazioni eterogenee sono interconnesse e coesistono in un unico e al tempo stesso molteplice spazio virtuale. L'opera, quindi, intrappola frammenti di informazione appartenenti ad uno spazio che sembra apparentemente non avere più un inizio né una fine, inglobando all'unisono i linguaggi della comunicazione e la psicologia stessa dei media nati prima dell'avvento del digitale. 

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