PREMIO ARTE CONTEMPORANEA - UNDER 40
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LAMPEDUSA

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ValeDEF

Lampade realizzate in legno e Lego che si pongono come “filo conduttore” per esaltare la multiculturalità e l’unione tra i popoli

“E’ necessario unirsi non per stare uniti, ma per fare qualcosa insieme” scrisse Goethe. L’unione è davvero tale nel momento in cui produce un risultato finale che è molto di più della somma delle singole parti. L’obiettivo è quello di restare uniti, senza aver paura di perdere la propria identità per un interesse comune: la cooperazione e l’integrazione sociale. La coppia di lampade, posizionate a specchio rappresenta la trasposizione di una sinergica cooperazione tra le “parti”, che mette in “luce” come “uno” non può esistere senza “l’altro”. Le lampade, benché non siano legate materialmente e i loro “confini” siano ben distinti e visibili all’occhio dello spettatore, pur mantenendo la loro unicità si uniscono idealmente e possono dare luce solo se posizionate l’una accanto all’altra, poiché un “pezzo” della lampada di destra (l’interruttore), “appartiene” al campo visivo della lampada di sinistra. In questo “abbraccio” si materializza dunque il dialogo tra popoli e culture diverse. Un incontro virtuoso in cui ciascuna lampada, caratterizzata da tasselli di lego con forme e colori diversi, sembra raccontare una parte della propria storia, delle proprie tradizioni. Partendo dalla negazione di ogni discriminazione, il “filo conduttore” del progetto vuole dunque esaltare la multiculturalità e l’unione tra i popoli, come unica via di salvezza.

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